Il 17 dicembre 2011 la motonave Eurocargo Venezia ha perso 198 fusti metallici, contenenti complessivamente circa 35 quintali di rifiuti tossici costituiti da catalizzatori esausti a base di cobalto e molibdeno, in un punto imprecisato al largo della Gorgona a circa 20 miglia dalla costa livornese.
La zona interessata dall’incidente è un’area protetta, una sorta di Santuario internazionale dei cetacei che si estende dal Mar Tirreno fino al Mar Ligure e alla costa francese.
L’evento è stato segnalato a livello nazionale dall’ARPAT (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Toscana) che ha evidenziato che i rifiuti “caduti in mare” possono contaminare la catena alimentare e, nel caso in cui giungessero sulle spiagge, potrebbero essere interessati da un’autocombustione.
L’armatore proprietario della Eurocargo Venezia è stato diffidato al recupero del carico tuttavia è evidente la difficoltà di trovare e recuperare i 198 fusti dispersi in un tratto di mare di oltre 100 km2.
Purtroppo la notte dell’incidente c’era un mare in burrasca e come segnala Greenpeace (http://www.greenpeace.org/italy/it/News1/blog/incidente-nel-santuario-dei-cetacei-rifiuti-t/blog/38605/):
Cosa ci faceva una nave carica di materiale inquinante nel bel mezzo del Santuario dei cetacei con un mare forza 9/10 e onde di 10 metri? …omissis… Ma in un’area di mare protetta – il Santuario – non dovrebbero esserci regole che permettono di fermare i trasporti di sostanze pericolose in caso di burrasca?
Il tracciato AIS (Automatic Identification System), che identifica la rotta delle navi provviste di GPS, ha rilevato una manovra improvvisa, che ha determinato la caduta dei fusti in mare, da parte della Eurocargo Venezia che è stata costretta a modificare la rotta di 34° per evitare lo scontro con un’altra nave che aveva perso il controllo a causa del mare fortemente mosso.
Riflessione:
L’Accordo ADR ha previsto una serie di disposizioni, contenute nel capitolo 1.9, per regolamentare ed impedire, se del caso, l’accesso alle gallerie stradali ai veicoli che trasportano merci pericolose.
Non credete che l’IMO (International Maritime Organization) dovrebbe elaborare analoghe disposizioni per regolamentare, ovvero impedire se del caso, la partenza di navi che trasportano merci pericolose in condizioni di mare in burrasca?



