L’intelligenza artificiale sta trasformando rapidamente le attività aziendali legate alla conformità normativa. Nel settore chimico e manifatturiero, dove il Regulatory Affairs Manager si occupa di redazione di classificazione CLP, redazione di schede dati di sicurezza (SDS), notifiche, scelta degli imballaggi idonei per le sostanze e le miscele, la domanda è sempre più frequente: l’AI potrà sostituire questa figura professionale?
La risposta, almeno oggi, è no. Può però diventare un potente strumento di supporto.
Le moderne piattaforme di AI sono già in grado di analizzare grandi quantità di dati normativi, confrontare versioni di SDS, individuare incongruenze tra classificazione ed etichettatura, monitorare modifiche legislative e persino predisporre bozze di documentazione tecnica. Attività che richiedevano ore di lavoro possono essere svolte in pochi minuti, con significativi vantaggi in termini di efficienza.
Tuttavia, il ruolo del Regulatory Affairs Manager non si esaurisce nella gestione documentale. I regolamenti REACH e CLP attribuiscono grande rilevanza alla valutazione tecnica di aspetti particolari riguardanti le sostanze e le miscele quali la scelta dei dispositivi di protezione individuale, la corretta interpretazione dei dati tossicologici ed eco-tossicologici che determinano l’assegnazione dei pericoli, l’analisi critica delle SDS dei fornitori rispetto al dossier di registrazione delle sostanze, ecc.
L’AI, infatti, opera sulla base dei dati disponibili e degli algoritmi che la alimentano. Non possiede una reale capacità di giudizio professionale, non può assumersi responsabilità giuridiche e fatica a gestire situazioni ambigue o prive di precedenti consolidati. Un errore nella classificazione di una miscela, nella scelta di un’etichetta o nella definizione di un imballaggio conforme può generare conseguenze economiche, amministrative e, in alcuni casi, anche penali.
Inoltre, il quadro normativo europeo sta diventando sempre più complesso. Il recente recepimento della direttiva (UE) 2024/1203 sulla tutela penale dell’ambiente rafforza l’attenzione verso le responsabilità connesse alla gestione di sostanze, miscele e rifiuti, richiedendo alle imprese sistemi di controllo sempre più efficaci. In questo contesto, la supervisione umana rimane essenziale.
Più che una sostituzione, si sta delineando un modello di collaborazione uomo-macchina. L’AI può automatizzare attività ripetitive, effettuare controlli preliminari, segnalare criticità e supportare l’aggiornamento normativo. Il Regulatory Affairs Manager, invece, mantiene il ruolo di garante della conformità, interprete della normativa applicabile e responsabile delle decisioni finali.
Le aziende che sapranno integrare competenze umane e strumenti di intelligenza artificiale otterranno il massimo beneficio: maggiore efficienza operativa senza rinunciare all’affidabilità tecnica e alla tutela della conformità normativa. Il futuro, quindi, non sembra essere quello di un Regulatory Affairs Manager sostituito dall’AI, ma di un professionista potenziato dall’AI.
Dott. Chim. Gabriele Scibilia